sabato 7 novembre 2015

L'ulivo dal cuore di stoffa





Nelle notti di luna piena, l'ombra dell'ulivo del giardino, si rifletteva sulla casa e sulle finestre.
Cettina dal suo lettino, le vedeva. Quando poi il vento squoteva i rami, lei aveva tanta paura e si copriva gli occhi con le coperte.

 Non vedeva più le ombre ma sentiva più forte il canto dell'upupa. Veramente l'upupa non ha un bel canto, ma il suo era un lamento e Cettina aveva ancora più paura e sperava che dal buio qualcosa di bello si animasse: magari il viso della zia Lena!

Cettina conosceva bene la storia dell'ulivo del giardino; gliela avevano raccontata cento volte!
Dovete sapere che quell'ulivo aveva tantissimi anni: l'aveva piantato il nonno del nonno, del suo nonno!

La mattina dopo, ricordando la storia, corse in cortile e abbracciò l'ulivo e gli disse che non avrebbe più avuto paura quando i suoi rami battevano le finestre e si mise a controllare la sua corteccia, accarezzò le rughe e scoprì nel tronco un incavo dove poteva ritirare i suoi oggetti più cari.

Quel giorno pensò che sarebbe stato bello iniziare il tesoro con la bambola di ceramica, un portachiavi con un cuore rosso e ci mise anche il suo talismano: una scatola rivestita di seta rossa!

La scatola era l'ultimo regalo che le fece papà: che non era morto, ma non si avevano più notizie da quando si era imbarcato sulle rotte dell'Oriente.

"Tornerà!" le diceva zia Lena.
"Tornerà!" le ripeteva il suo cuore.

Intanto l'amore per l'ulivo aumentava tanto che ora considerava quell'albero come se fosse una persona: gli accarezzava le rughe, lavava con acqua e sapone il macigno che avevano posato sulle sue radici
e su cui lei si sedeva quando si immaginava che fosse un uovo di dinosauro e intanto ammirava gli animali di cui l'albero era amico: cicale, formiche, bruchi, uccellini di tutti i tipi e persino lucertole!

L'ulivo era proprio generoso: alla raccolta delle olive, carri e trattori, andavano  e venivano carichi di olive verdi e panciute che sarebbero poi andate al frantoio per essere schiacciate dalla macina  e diventare profumatissimo olio.

Di notte l'ulivo aveva le foglie d'argento e Cettina non aveva più paura.
Anzi a volte le sembrava di vedere una luce rossa, proprio là dove c'era il suo tesoro!
E, fatto ancora più strano, da un po' di giorni vicino all'ulivo si sentiva un leggero tic tac, tic toc.

Nella chiara luce del mattino, quando la nebbia avvolgeva tutte le cose, Cettina, ancora in pigiama, andò vicino al tronco e infilò la mano nella fenditura del tronco.
Era proprio profondo! Allungò il braccio il più possibile e...finalmente...toccò qualcosa che non le apparteneva! Acchiappò quell'oggetto e ridendo allegramente scoprì che quel tic toc. tic toc, era...una sveglietta piccina piccina!

Con la sveglietta in mano corse dalla zia che stava facendo altrettanto: si abbracciarono e finalmente la zia le disse felice: "Ritorna! Tuo padre ritorna! è arrivato un telegramma! Sarà da noi il giorno di Natale! Finalmente!"


Larga la foglia stretta la via, dite la vostra che io ho raccontato la mia! Baci a tutti Nonna Birdye


2 commenti:

  1. Una favola bellissima.
    Ciao Lucia.

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  2. Bella Lucy e dolcissima la canzone!
    Bacione♥♥♥
    Dani

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